Gli Artisti

Alessio Barchitta

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Alessio Barchitta

Nasce a Barcellona Pozzo di Gotto il 21 Giugno del 1991.

Nel 2010 si diploma presso l’Istituto Statale d’Arte di Milazzo con indirizzo di grafica pubblicitaria e fotografia. Nel 2010 si trasferisce a Milano e si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Brera al corso di diploma accademico di primo livello in Pittura. Consegue il titolo nel Luglio del 2014. Nel 2015 si iscrive al corso di diploma accade- mico di secondo livello in Pittura presso la stessa accademia, consegue il titolo nel luglio del 2017.

Andrea Bruschi

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Andrea Bruschi

Nasce a Milano nel 1990.
Ha studiato Pittura presso l’Accademia di Belle arti di Brera.Nel 2015 ha svolto un periodo di studio presso la Hochschule Bildende Künste di Dresda (Germania)

Concepisce la pittura come un tentativo di appropriazione delle forme e delle immagini che caratterizzano il flusso dinamico della realtà, filtrate attraverso un linguaggio che alterna segni astratti e gesti informali con elementi grafici e lineari. Una volta inserite nello spazio pittorico, dominio operativo di accadimenti imprevedibili, le forme nitide e scandite del mondo fenomenico diventano incerte, quasi indecifrabili. Bruschi è consape- vole del fatto che la pittura è, di per sé, una forma d’interpretazione, un territorio in cui realtà oggettiva e dimensione individuale collidono, generando incidenti ed errori affasci- nanti. Per l’artista, la pittura è, essenzialmente, una pratica cognitiva, che consente una diversa e forse più autentica elaborazione dei dati sensibili.

Danika Ondrej

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Danika Ondrej

Il potere del dipinto può essere percepito solo se ci si avvicina. Percepisci l’energia che l’artista mette nel qua- dro. Ti trovi di fronte all’immagine e senti i colori; puoi vedere pennellate che sono come un flusso d’acqua che passa tra le pietre. Alcuni dipinti sono belli come tappeti, come ingressi all’ignoto. Ti trovi di fronte a loro e vuoi entrare. Al lavoro, non penso a nulla di cui sopra. Mi occupo solo di materiali e colori. Non ho alcun concetto in primo luogo, viene tutto creato gradualmente e, se tutto va per il verso giusto, i dubbi sul significato di ciò che è e perché lo sto facendo scompaiono. Mi sento libera e questa sensazione è insostituibile.
La realtà di oggi mi ha portato a mostrare più realtà su una tela. È perché viviamo in un’epoca in cui possia- mo percepire diverse cose allo stesso tempo. Ci sediamo in compagnia di persone e conversiamo, la musica suona allo stesso tempo, ci sono notizie o sport sullo schermo televisivo e nel frattempo scorriamo Facebook e rispondiamo ai messaggi. Non voglio preoccuparmi di come influisce su di noi e se sia giusto o sbagliato. Que- sto è il modo in cui la maggior parte di noi vive ora e poiché anch’io lo faccio questo si riflette nel mio lavoro producendo più immagini su una tela, che lavorano insieme in modo armonioso. Ognuno ha il suo mondo e po- trebbe persino esistere da solo ma probabilmente non sarebbe sufficiente per lo spettatore di oggi. Abbiamo già sviluppato il nostro modo di percepire più realtà nella nostra mente. Sappiamo tutti come armonizzare quindi armonizzo il caos e metto insieme le mie composizioni in modo che tutto funzioni insieme.
All’improvviso tutto si adatta e so esattamente cosa fare, passo dopo passo. Se succede che il dipinto non fun- ziona, non mi dispiace, perché con ogni lavoro vengo a qualcosa di nuovo che mi spinge in avanti.

Davide Marega

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Davide Marega

Nato a milano nel 1988, vive e lavora tra Voghera e Milano. Laureato cum laude all’ Accademia d‘ arte di Brera.

Federico Unia

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Federico Unia

Il comun denominatore del lavoro di Federico è il poster, accostato a immagini iconografiche riconoscibili dalle masse. Mutuando dalla pop art l’’ironizzazione demistificante della società mediatica e consumistica, il giovane writer rivisita con sapiente maestria l’’iconografia pubblicitaria, esprimendo concetti talvolta graffianti e spieta- ti, tal’altra soavi e riflessivi fino alla sublimazione di un ideale mistico. Attraverso la sperimentazione di una varietà di tecniche esecutive, che vanno dal collage all’ingrandimento fotografico e al fotomontaggio, dal calco fino alla fusione di materiale plastico, l’’artista è giunto a una personale tecnica pittorica contraddistinta da un originale utilizzo del poster. Il poster, applicato su tela o su muro, ridipinto, rielaborato e trasfigurato, prende ora nuova forma e assume nuovi significati, modellandosi in una creazione indipendente, che rompe il confine tra immagine bidimensionale e immagine plastica, come nelle sperimentazioni a quattro mani con lo scultore Emi- liano Rubinacci. Numerosi sono gli interventi di arte murale, a Milano e in altri contesti urbani, che testimoniano la ricerca creativa di questo promettente artista. La profonda conoscenza delle reazioni chimiche che avvengono tra elementi di contrastante natura e l’’eccellente uso degli spray con mano veloce e repentina, gli permettono di raggiungere effetti insoliti e sorprendenti, fino alla sintesi di un concetto tramite la rarefazione dei colori.

Tematiche dell’’artista
Soggetto delle sue opere pittoriche sono le riflessioni esistenziali dell’’essere umano: grandi quesiti, grandi speranze, grandi tormenti, grandi promesse e grandi dubbi. Creazioni eterogenee che riflettono l’’indole sfaccet- tata di un giovane artista che ha già percorso diversi periodi tematici. La riflessione sull’a evoluzione dell’’Uomo: accostato, paragonato o metamorfizzato in un Primate. Il mistero della vita che nasce. L’’amore e l’’odio che contaminano le generazioni. Il potere della politica e della religione che influenzano fino alla follia. L’’ipocrisia permeante della pubblicità e dei suoi referenti. Infine, la demistificazione della sacra figura dell’’Angelo contestualmente alla consacrazione dell’’angelica figura Femminile nella sua massima sensualità. Le originali creazioni plastiche di Federico Unia sembrano nascere da un collage tridimensionale che reinterpre- ta in chiave moderna e urbana le compressioni e gli assemblage di Arman e Cèsar. Oggetti e materiali comuni, di strada, vengono riassemblati e accostati tra loro già distrutti, scarnificati come relitti postatomici.

Fra

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Fra

Determinato risolutore di problemi, amante della comunicazione e dell’illustrazione in ogni loro forma, non mi considero solo un creativo, ma un professionista in grado di tradurre i pensieri dei clienti in artistiche realtà. SBAM! Laureato in Grafica Pubblicitaria e Direzione Artistica alla NABA di Milano, nel 2014 Ho scoperto e mi sono avvicinato alla “doodle art”, che amo definire “arte dell’errore”. È un esercizio grafico che non prevede matita ma solo inchiostro indelebile ed è presto diventato uno stile di vita che accetta ogni errore senza eliminarlo ma di modificarlo in qualcosa di positivo e costruttivo. Mosso dal cuore d’artista ho definito un personale linguaggio visivo dando vita a FRA!, il mio alter ego creativo, la cui missione è di trovare la via di mezzo fra passione fine a se stessa e professionalità fine al cliente. Penne, fogli bianchi e tavoletta grafica sono diventati presto il mio strumento di lavoro a tempo pieno, indispensabili per creare quei mondi esoterici con i quali riesco a risolvere problematiche comunicative e soddisfare le richieste dei diversi clienti. Gli studi e l’esperienza da libero professionista con differenti tipologie di cliente mi hanno reso capace di prendere carico, in prima persona, della responsabilità progettuale e della direzione artistica di diversi progetti, nonché di fornire consulen- ze tecniche in tutte le fasi, dall’ideazione alla realizzazione di un progetto visivo. Nel lavoro che faccio la cosa più impor- tante rimane il confronto con il cliente, i brief in cui conoscersi, capirsi e sentirsi sulla stessa linea d’onda, perché sono sicuro che senza questo e senza il loro apporto personale la mia arte non potrebbe comunicare, né valere tanto. Sebbene sia un libero professionista, mi sento lo stesso parte di un team, composto da tanti altri liberi professionisti come me ma che operano in diversi settori, dal copy writing alla motion graphic, dal fashion all’interior design.

Gep

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Gep

Giuseppe Caserta nasce a Rho nel 1974, frequenta l’istituto tecnico d’arte applicata con sede nel castello sforze- sco di Milano.

I suoi interessi artistici si legano alla sua passione per la cultura hip hop, e n da giovanissimo si dedica all’approfondimento di questa cultura, imparando tutte le tecniche della spray-art. L’autore di queste tele e’ sopratutto un “writer” , crea una vasta quantità di graffiti, disegni, parole, colorate con fantasia, spesso in manifestazioni pubbliche. Questi quadri sono realizzati con colori acrilici a pennello e a spray, possono essere considerati il risultato del percorso artistico dell’autore che usa l’esperienza e la creativita’ del suo pensiero, sperimentando uno stile del tutto personale e spontaneo. La continua ricerca di nuove tecniche, create e mescolate tra loro, da vita a questo insolito design metropolitano semplice, essenziale, coinciso ma nello stesso tempo ricco di particolari, colori e grandi effetti visivi.
Le linee che si intersecano, i colori che sbavano e si mescolano in sfumature e contrasti, gli schizzi che sottoline- ano, nella loro imprecisione uno sfondo da osservare e immaginare, macchie variopinte frutto di un solo istante, uniche e autentiche, si mescolano tra loro libere da ogni schema, puro colore in divenire amalgamato armonica- mente dalle sue mani esperte. Attualmente il suo percorso e’ in crescita, nell’ultimo periodo si è avvicinato alla calligrafia l’arte della scrittu- ra,studiando le tecniche e i caratteri come umanistico, gotico e percorrendone la storia e l’evoluzione. Anche la sua arte è stata influenzata da questa passione, infatti la combinazione di colori e calligrafia rende la sua opera ancora più comunicativa e preziosa. I suoi lavori sono spontanei e non seguono nessuna logica preim- postata, questa unicità li rende autentici e inimitabili.

GGT

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GGT

GGT abbreviazione per GGTarantola.
GGT è un artista milanese che produce immagini a 360 gradi. La sua carriera inizia come fumettista clandestino nel 1990 e col tempo sviluppa le sue capacità comunicative inclu- dendo vari mezzi espressivi, dal vjing ai cortometraggi, alla pittura e al disegno. Qualun- que sia il mezzo – tela, cartoni animati, adesivi, immagini, animazioni, murales, oggetti di design – il comune denominatore è costituito da uno stile semplice e diretto, basato sull’u- so di colori di base facilmente percepibili e contornati da spessi e distinti colpi. Allo stesso modo sono distinte le immagini create da GGT, fatte di icone universali ricorrenti come cuori, mostri, corone, bombe, TV, aloni. Questa intesa semplicità formale è accompagna- ta, come spesso accade, da una complessità di contenuti, dei messaggi sottostanti che i suoi lavori trasmettono. Ognuna delle sue creazioni può infatti essere letta su una varietà di livelli, consentendo loro di essere facilmente avvicinati da chiunque, senza distinzione di età, sesso o istruzione, e quindi raggiungere l’obiettivo principale dei suoi sforzi.

Gianluca Arienti

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Gianluca Arienti

Classe 1975, laureato all’Accademia di Brera nel 2004, è però nel 2010 che la sua produzione artistica può dirsi avviata a pieno ritmo. Dopo una lunga riflessione e su incoraggiamento dell’amico artista Marco “Pho” Grassi, intraprende un percorso di studio e ricerca dedicato appunto all’astrattismo informale. Sulle sue vertiginose tele dominano smalti, stucco, gesso, ma anche catrame e scarti industriali, che si combinano a oli e acrilici in un amalgama inusuale e intenso che vuole far riflettere sull’esperienza processuale e dinamica della pittura. Nei suoi quadri si riconoscono infatti tutte le fasi evolutive del processo pittorico, alla cui base secondo Gianluca c’è proprio quel processo di lavorazione tipico dell’artigiano, che perfeziona, fase dopo fase, il proprio artefatto. Tecnica, materiali e superfici scelte per dare vita a forme vibranti, sono, nella sua visione, l’origine della forza estetica di ogni quadro. Un’empatia singolare, tra l’estetica e l’esecuzione tecnica, lo porta a sentire come fonte di ispirazione creativa William Turner e le sue luminose inquietudini, l’estetica vibrante di Hokusai, la radicale violenza di Kline, le “tracce di vita” lasciate da Klein, e ancora Vedova, Rauschenberg, Francis, Jons, Richter, Kiffer, Serra, Nagasawa, Velasco… Ancor di più è proprio la Natura a fornire a Gianluca guida e stimolo costan- te. Esempio di pura arte astratta la Natura, proprio come la pittura, riesce sempre a esprimere quell’armonia da lui costantemente ricercata, sia a livello artistico che esistenziale

Mate

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Mate

Nome d’arte di Matteo De Martin, un giovane pittore e disegnatore milanese che oltrepassa il confine della pittura per sperimentare con l’aerografo, la bomboletta spray e l’ago per tatuaggi. Un’arte che dalla carta, al metallo, ai muri, alla pelle. Da sempre affascinato dal mondo delle immagini in generale il primo approccio è quasi per caso, colorando una Milano un pò troppo grigia. Da li parte il colpo di fulmine con gli spray, prima sui muri, poi sulle tele, poi con le mostre e le commissioni. Col tempo l’interesse si estende a tutto ciò che può permettergli di dipingere, quindi l’Accademia di Belle Arti di Brera con tempere e oli su tela, stampe grafiche, litografie e serigrafie; le aerografie su moto e caschi, che gli permette di sviluppare più nello specifico i dettagli e l’iper realismo e infine il mondo del tatuaggio, che lo affa- scina al punto di prendere l’attestato e cominciare a decorare anche la pelle delle persone.. senza mai lasciare gli amati muri. Ovviamente.

Nils Rossi

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Nils Rossi

Fotografo e visual storyteller di Milano, dopo aver completato i suoi studi decide di perseguirela sua passione e si avvicina al mondo di fotografia. Dal 2008 ha battezzato il suo percorso come assistente del grande il fotografo Amedeo Novelli per allora essere nominato come fotografo funzionario degli eventi milanesi di Canon Foto. Esperto in editing e produzione 3D, oltre all’esperienza tecnica acquisita grazie alla collaborazione con molti aziende di architettura, moda e cibo, Nils ha coltivato la sua curiosità per il sociale e per le realtà lontane da lui.

Weik

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Weik

WEIK nasce a Milano nel 1984.
La forte passione per la pittura si accompagna a quella per la fotogra a inizia da bambino, quando spinto dalla realtà ostile degli anni 90 della Comasina il suo quartiere nativo, scopre il mondo del writing. La costanza e l’impegno, lo portano a parte- cipare a eventi internazionali di graffiti affermandosi tra i migliori esponenti del “graffitismo” nazionale.
Approdare alla Triennale di Milano al museo del design con un suo pezzo. Lo ritroviamo alla Triennale di Mila- no”Bovisa in Linea” con un wallpaint di 200 metri quadri, al PAC Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, in occasione della ormai celebre”Street art Sweet art”, e inizia ad istaurare rapporti entusiasmanti con le gallerie Italiane. Matura un linguaggio speri- mentale, i graffiti non sono più l’unico suo mezzo di comunicazione, anche l’uso e la sperimentazioni su supporti tradizionali e un estetica sempre attuale e immediata lo portano nei circuiti convenzionali dell’arte contemporanea. Nel 2009 Fabio Weik porta per primo il graffitismo italiano nel mondo dell’ alta moda: disegna e interviene sui capi della collezione autunno inver- no MISSONI. Nel 2010 espone nell’imponente museo privato di arte contemporanea Fabbrica Borroni presentando istallazio- ni e lavori pittori- ci forti e di grande interattività con il pubblico e il presente, scatenando l’attenzione dei media per le sue temati- che forti rapportate all ambiente mediatico e televisivo e attira l’attenzione della critica italiana. Collabora con uomini di cultura e storici dell’arte italiani come Philippe Daverio suo attento collezionista, Paolo Berti amico e fondatore della asso- ciazione premio centro e spesso si sofferma in chiacchierate con lo storico Arturo Schwarz. Le sue opere sono state esposte assieme a autori illustri come: Andy Warhol, Mimmo Rotella, Alda Merini, non per questo Weik tralascia gli ambienti più undergraund, si stringono i legami con alcune delle fonda- zioni culturali e gallerie nazionali e internazionali.
Weik inizia a portare avanti parallelamente due realtà, una basata sui graffiti lo studio delle lettere, e l’altra come artista visivo a 360°. Collabora con gallerie in Milano, Dubai, Pechino, New York, Parigi, Spagna e Australia.